Diary entries forA Year of School
A Year of School
Un anno di scuola è un coming of age ambientato nella Trieste del 2007, circa un secolo dopo rispetto all’omonimo libro dal quale è stato adattato liberamente il film. Un piano sequenza accompagnata dai titoli di testa ci porta all’interno delle mura di un istituto tecnico: una studentessa svedese si è appena iscritta. La nuova arrivata irrompe nella classe all’ultimo anno di scuola, tutta al maschile. Fa subito la conoscenza dei suoi compagni, in particolare spicca un circoletto ben collaudato che all’inizio non fa nulla di buono per accogliere la nuova arrivata. In un modo o nell’altro “Fred” si integra e fa comunella con la cricca, un processo presentato con una naturale spontaneità e senza forzature. Non passa molto perché scatti la scintilla tra lei e uno dei tre, naturale poi che questo porti scompiglio nel gruppo e si arrivi ad un inevitabile punto di rottura. I tre amici riallacciano i rapporti mentre la ragazza è l’elemento avulso dal gruppo, come lei anche noi siamo improvvisamente estraniati da tutto, fino a un congedo finale in cui gli asti del passato sono dimenticati e perdonati. Il gruppo è ora maturo a tutti gli effetti e pronto a dirsi addio. Il film ha il pregio di non risultare mai costruito né forzato. Offre invece un ritratto sincero di una generazione analogica, probabilmente l’ultima, tra episodi di bullismo dimenticati troppo in fretta (ad eccezione dell’ultimo), doverosi fiumi di alcol e amare lezioni di vita che non vengono mai esplorate a fondo. Il problema principale, per quanto mi riguarda, è che la storia è semplice e il film non lascia nulla di memorabile. La regia misurata coglie i momenti di leggerezza e spensierata complicità nei volti credibili dei protagonisti, come anche i dubbi per il futuro e le crisi delle amicizie in nome di amori adolescenziali che non avranno vita lunga. Se il piano sequenza iniziale dà avvio al racconto, quello finale accompagna Fred fuori dalla scuola (e noi fuori dal film): l’anno scolastico si è concluso e la ragazza con una serenità ritrovata chiude un’importante tappa del percorso di crescita che difficilmente dimenticherà. Peccato non poter dire lo stesso del film, tutto funziona ma fallisce nel lasciare un segno. Privo di veri guizzi o trovate esaltanti, il film non mostra una ricerca capace di giustificarne il passaggio sul grande schermo. La regista evita virtuosismi e non indulge mai nell’immagine fine a sé stessa, ma il risultato è qualcosa di piuttosto anonimo, vicino a una qualsiasi fiction tv già vista. Alla fine, Un anno di scuola resta un racconto ordinario, uno dei tanti facilmente dimenticabili.